Il dopo Mandela

Gli amici dall'Italia mi chiedono di raccontare "il dopo Mandela".
I giornalisti stranieri sono ripartiti, visto che le condizioni del "Grande Vecchio" sembrano stabili, e sono tornati ad occuparsi d'Egitto.
Dopo il caso Pistorius, con l'aggravarsi della salute di Madiba (come viene chiamato affettuosamente Mandela dal popolo) il Sud Africa era tornato alla ribalta della cronaca, ma adesso è di nuovo scomparso.

Io sono qui da troppo poco tempo per esprimere un'opinione, ma dico a tutti che il "dopo Mandela" è già iniziato da un pezzo. Forse già da quando, terminato il suo incarico, lasciò il posto a Mbeki, e soprattutto da quando Mbeki andò via, con sei mesi di anticipo, ed andò al governo l'attuale Presidente, Zuma. Sto leggendo un romanzo di Nadine Gordimer, "Ora o mai più", che descrive proprio quel momento, ma certo, si tratta di un romanzo.

C'è chi dice che Zuma si ripresenterà alle elezioni, l'anno prossimo.

Io ho deciso di non occuparmi di politica sudafricana, in questo blog. 
Almeno finchè non ci capirò qualcosa, e questo non sarà facile. Ancora non riesco a distinguere tra ANC (African National Congress) ed opposizione, giovani fuoriusciti dal partito (l'ANC ha una lunga tradizione di "giovani" che rottamano e poi rifondano e danno nuova spinta) e fondatori di nuovi partiti. In fondo anche Mandela mise in discussione in partito ed inaugurò una nuova fase di lotta.

Di certo so soltanto che Desmond Tutu, anche lui un "grande vecchio" di questo Paese, ha dichiarato che non voterà più per il partito al governo e, da quanto leggo sulla stampa, il disgusto per le accuse di corruzione sarebbe in crescita nell'opinione pubblica. E' di oggi la notizia che il Governo ha istituito uno speciale ufficio anticorruzione, dopo che è stato diffuso un rapporto di Transparency International secondo il quale il 50% degli intervistati avrebbe pagato qualcosa alla polizia.

Non credo quindi che l'imminente dipartita di Mandela segnerà una  frattura. Certo però ricorderà a tutti che sta diventando "normale" quello che prima era novità.

Sostenuti da una legge, la cd "BEE", il Black Economic Empowerment, che favorisce l'inserimento dei neri nell'economia attraverso un complesso meccanismo di "punteggi" che concedono agevolazioni e sgravi fiscali alle imprese che aumentano la presenza di lavoratori, quadri e dirigenti, nonchè soci capitalisti nella struttura economica del Paese, i "nuovi cittadini" del dopo-apartheid oggi alimentano un nuovo proletariato in qualche modo "protetto", ma anche una classe media in crescita.
Un recente studio di mercato sostiene che la crescita del potere d'acquisto della piccola borghesia nera sarebbe superiore a quella della classe media bianca.
Ma il fatto forse più vistoso, è l'affermazione di una nuova borghesia e di una nuova classe dirigente di colore.

Forse il "dopo Mandela" e' ben rappresentato, con stile ingenuo e giocoso, dalla fotografia che ho scattato ieri sul muro di un palazzo di Johannesburg: un ragazzo scrive: "caro Madiba, riprenditi, se non fosse per te non starei uscendo con una ragazza bianca".





Nessun commento:

Posta un commento