Ieri sono passato per Alexandra al tramonto.

L'ho detto oggi a qualcuno che mi ha guardato come se fossi matto.
Alexandra è un quartiere di Johannesburg e ci devi passare se vuoi uscire verso nord dalla città per andare a Pretoria, la capitale, che sta a circa 50 chilometri da qui.

Solo che tutti fanno l'autostrada e quindi Alexandra nemmeno la vedono. Ma Alexandra esiste.

Oggi ho voluto fare la "Old Pretoria road", la vecchia strada per Pretoria, che poi da Pretoria in senso inverso diventa la "Old Johannesburg road", ed io ci ho messo un pò per capirlo, devo ammetterlo. Oltretutto il "navigatore", che per certi versi è utilissimo, in certe occasioni è di un'ottusità incredibile, e ti indica due strade diverse. Ma si tratta della stessa, lunga strada che collega le due città e lungo il suo persorso le località evocano viaggi in carrozza, stazioni di posta scomparse, soste ed insidie cancellate dall'autostrada. 
Mi ha illuminato un nome: Midland, che infatti sta a mezza strada. Se lo leggi dall'autostrata non capisci.  E invece quando te la fai a 40 km l'ora in motocicletta capisci che sei nella terra di mezzo, a mezza strada, e che tutto quel che hai percorso non è altro che la metà di tutto quello che devi percorrere, e pensi al cambio di cavalli, oppure guardi il serbatoio di benzina e ti domandi se quel distributore laggiù si trova nello stesso luogo dove si trovava un tempo la stazione di posta, come succede nelle nostre "consolari" italiane.

Insomma Alexandra esiste: ci è nato un signore che oggi fa il radiologo all'Ospedale Charlotte Maxeke e si è laureato nel 1996. Il dr. Nhlanhla Sithole racconta sul giornale di oggi l'anno che cambiò la sua vita  (20 Years of Democracy, Inserto speciale del quotidiano The Star, 25 maggio 2013): fu "adottato da Mitzvah, una scuola "illegale" nata  dalle volontarie di una "fratellanza" di donne ebree di Morningside, un "quartiere buono" di Johannesburg negli anni '80. Andavano a prendere in autobus i ragazzi del quartiere e li facevano studiare in casa loro, portandoli fuori dal loro ambiente sfidando le leggi del tempo. La mamma del dr. Sithole aveva un'osteria ed avrebbe voluto che lo aiutasse al bancone, ma lui voleva studiare per fare il medico. Il gruppo di Molly Smith e Lesley Rosenberg dicevano ai vicini di casa che stavano organizzando una squadra di calcio. Invece fecero studiare decine di ragazzi e portarono molti di loro alla Laurea.
La scuola ancora esiste e funziona, oggi è riconosciuta dal Governo.

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